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Cerca un cinemaUna famiglia trasloca, ma c’è maretta. Il trasferimento è dovuto al comportamento poco consono della figlia adolescente Kinsey, ribelle senza causa, che si è fatta espellere dalla scuola. I genitori Mike e Cindy sperano che una ricollocazione geografica e una nuova scuola possano giovare, ma Kinsey, naturalmente, non è d’accordo.

Dopo averlo maltrattato e addirittura espulso nell’ambito delle famose “attività antiamericane” e della paura del comunismo, nel 1972 l’America rimediò in parte attribuendo a Chaplin un Oscar alla carriera. Nel finale il grande vecchio è sulla sedia a rotelle, nel buio, mentre vengono proiettate sequenze dei suoi capolavori. L’ultimo spezzone è quello di Charlot che abbraccia e bacia il “monello”.

Ponsoldt, regista finora indipendente e autore di lavori di un certo spessore contenutistico come The Spectacular Now e The End of the Tour Un viaggio con David Foster Wallace, cede qui alla dimensione hollywoodiana e al suo cast di serie A che vede Emma Watson nei panni di Mae e Tom Hanks in quelli di Eamon Bailey, sacrificando complessità e stratificazione in favore di spiegazioni didascaliche e svolte narrative sensazionalistiche. E dunque se i temi sollevati restano di grandissimo interesse il modo in cui sono trattati è naif, quando invece ingenuo doveva essere solo il presupposto di The Circle secondo cui “tiranni e terroristi non potranno più nascondersi”. Anche il tono con cui la vicenda viene raccontata è ambiguo e in certo modo qualunquista: The Circle si sarebbe prestato al genere horror (con cui in qualche scena Ponsoldt flirta apertamente) o a quello fantascientifico, e invece mantiene un realismo formale che è una forma di sudditanza nei confronti dei giganti della tecnologia e della comunicazione internettiana, guarda caso anche potenti veicoli di distribuzione e divulgazione cinematografica.

All’inizio lavora in un circo in Francia, poi successivamente diventa lei stessa insegnante di danza classica, questo fino almeno al suo matrimonio con Hervé Timarché, dal quale ha poi successivamente divorziato, ma non senza dare alla luce tre figli, fra i quali l’attrice Olivia Molina, che ha spesso lavorato accanto alla madre.Plurinominata ai Goya, debutta come attrice nella pellicola di Francisco Lara Polop Las protegidas (1975), imponendosi come musa e attrice prediletta di registi come Manuel Gutiérrez Aragn e Jaime Chvarri. il 1977, quando Luis Buuel, dopo il forfait dato da Stefania Sandrelli, la sceglie come una delle due interpreti principali femminili di quello che sarà il suo ultimo film: Quell’oscuro oggetto del desiderio. Grazie a una produzione internazionale, che vede coinvolte Francia, Italia e Spagna, la Molina viene scelta assieme all’attrice Carole Bouquet per impersonare il medesimo ruolo: quello di una giovane che fa perdere la testa a Fernando Rey.La Molina si impone così nel cinema internazionale, con particolare attrazione per il cinema italiano che la abbraccerà in: Ogro (1979) di Gillo Pontecorvo; L’ingorgo Una storia impossibile (1979) di Luigi Comencini, accanto a Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli, Ciccio Ingrassia e Gérard Depardieu; Buone notizie (1979) di Elio Petri e Gli occhi, la bocca (1982) di Marco Bellocchio con Michel Piccoli.Non esclude nemmeno il piccolo schermo sul suo percorso artistico, dove appare nel film tv La Bella Otero (1985), con Harvey Keitel e Vittorio Caprioli, ma anche nella miniserie Quo vadis? (1985) con Max von Sydow.

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