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una delle attrici insieme a Bette Davis e Romy Schneider alle quali Pedro Almodvar ha dedicato Tutto su mia madre. Lei, che con la Davis aveva lavorato nel 1979 nel film per la tv Abisso: storia di una madre e di una figlia, si sarebbe poi distinta come interprete di carattere in grado di vestire con successo personaggi del tutto diversi fra loro, spesso legati al cinema indipendente. Anni dopo avrebbe detto che in principio, quando le proposero il ruolo della figlia della Davis, fu sul punto di rifiutare perché temeva che tutte le sue illusioni si sarebbero dissolte, ma fortunatamente non resistette alla tentazione.

Fourteens Good, Eighteen’s Bette, nel 1980, poi Bingo, Braces and Bridesmaids (1988), ed il premiato Not Fourteen Again (1996).Nel 1979 Gillian è stata la prima donna in Australia a dirigere un film per il cinema, La mia brillante carriera, con Judy Davis e Sam Neill, vincitore di sette AFI Awards, fra cui Migliore Regista e Miglior Film, selezionato nel 1982 per il Festival di Cannes. Stregata da una stella, un musical con Jo Kennedy, che è stato uno dei primi pop/rock musical in Australia. Nel 1984 la Armstrong ha diretto il suo primo film americano, Mrs.

Un ruolo che ha gettato indubbiamente le basi della sua fama.Nato a Changsha, nella provincia cinese di Hunan, aveva solo un mese di vita quando con suo padre, un veterano di guerra, intraprese un viaggio fino alla provincia di Yunnan. Lasciato il liceo senza completare i suoi studi nel 1971, entra nella compagnia teatrale della Chinese Opera a Dongshuan, trasferendosi poi nella compagnia teatrale di canto e ballo nel 1973. Nel 1979, si iscrive al dipartimento d’arte drammatica del Beijing Film Academy, dove vince una borsa di studio per l’eccellenza negli studi e, l’anno successivo, viene selezionato dall’Hong Kong Phoenix Studio per debuttare nel suo primo film.Il successo di Addio mia concubinaLa pellicola si intitola Luo tuo Xiang Zi (1982) di Ling Zifeng.

Nella notte di San Silvestro Gioia Pennicotti (Magnani), che fa la comparsa a Cinecittà dove è chiamata Tortorella, incontra casualmente il vecchio amico Umberto Pennazzuto (Totò) detto Infortunio, ridotto a far da palo al ladro Lello (Gazzara). Per un equivoco Tortorella crede che Lello voglia corteggiarla e finisce in prigione al suo posto. Tratta da due racconti (Le risate di Gioia, Ladri in chiesa) di Alberto Moravia, sceneggiata da Suso Cecchi D’Amico, Age Scarpelli, è una notturna commedia buffa dai risvolti tristi che contano e pesano più della facciata, appoggiata a due malinconici personaggi di vinti dalla vita cui si aggiunge Lello, diseredato come loro, ma più lucido e ribelle.

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