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Entrambe cercheranno di spiegarci come si può condividere l’esistenza con la nevrosi dell’arte. Straordinario duetto femminile e straordinario il talento del funambolo della scena James Thiérrée, figlio di Victoria Chaplin, inventrice di “Le cirque imaginaire”. Continua.

Uno. Due milioni”. “Due milioni?!? Che.!?! E con chi dovrei lavorare?”. Un ruolo maturo, che sottolinea il forte talento di Motoki per la recitazione con un’espressività chiara che lo fa passare da arrabbiato a disgustato da sereno e perplesso, con un virtuosismo eccellente.Dieci anni trascorsi a sperare di vedere realizzata l’idea dell’attore Masahito Motoki (The Bird People of China), quella di un film su un tema così caro alla tradizione giapponese il culto quasi egizio dei morti e la loro preparazione all’aldilà, estetica e spirituale e nel contempo così irto di ostacoli da affrontare (apparentemente poco adatto al cinema, ecc.). La dedizione riposta da Masahito nei confronti del progetto si ritrova per intero nella straordinaria interpretazione del problematico protagonista Daigo, altrettanto devoto e perfezionista nell’abbellimento di cadaveri che spesso permettono al defunto di uscire di scena meglio di come ci fosse entrato. il protagonista di Departures, film di Takita Yojiro vincitore Oscar nel 2009 come miglior film straniero.Le emozioni che si susseguono e l’alterazione degli stati emotivi di Daigo, posto di fronte a un bivio esistenziale e costantemente indeciso sulla strada da intraprendere, vengono rese con pochi ma essenziali cenni dal minimalismo di Masahito, esemplare nei panni di un uomo comune trascinato dagli eventi verso un destino da principio rifiutato recisamente di nokanshi, ossia colui che si occupa del make up dei defunti con l’amore e la dedizione che si riserva a un rito sacro.

Il procuratore Garrison di New Orleans, insoddisfatto delle versioni accreditate sull’attentato di Dallas, che scaricavano tutte le responsabilità sul solo Lee Oswald, in anni di lavoro elaborò un rapporto che ribaltava tutto, trovando testimoni, facendo prove balistiche, ottenendo confessioni segrete, scoprendo clamorose negligenze nell’apparato di sicurezza. Dimostrò che i colpi sparati erano molti e non potevano provenire da una sola arma. Il complotto era stato organizzato dalle altissime gerarchie militari, dalla vicepresidenza, dalla Mafia, da certi circoli anticastristi, dai costruttori di armi.

Dopo essersi diplomato al Liceo Classico, nel 1986, tenta il concorso per entrare nell’Arma dei Carabinieri, ma senza successo. Così si iscrive alla scuola di recitazione di Alessandro Fersen, diplomandosi anche al Laboratorio di esercitazioni sceniche di Luigi Proietti, ma pochi sanno che si diletta anche nel sax, nel pianoforte e nel canto (è un ottimo tenore). I suoi primi ruoli sono prettamente televisivi.

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