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Amore, morte, rapporti umani e, per la prima volta in modo così marcato, la contrapposizione tra New York (che poi si restringerà a Manhattan) e il resto del mondo. Ma prima conviene ricordare alcuni elementi relativi alla realizzazione del film. Il titolo avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni di Allen, Anhedonia (termine che sta ad indicare la difficoltà a provare piacere nella vita) ma probabilmente il termine viene ritenuto troppo criptico per il pubblico..

Sarà invece Amelia Boyton Robinson nel dramma Selma La strada per la libertà ed entrerà nella serie fantasy Forever della ABC nel ruolo di Joanna Reece.Lorraine Toussaint nasce il 4 aprile 1960 nell’isola di Trinidad, quando l’isola era sotto la dominazione britannica, che lei descrisse come terribile per quegli anni. Sua madre, un’insegnante, riuscì con molta fatica a emigrare negli Stati Uniti, subito dopo la sua nascita e a trasferirsi a Brooklyn, dove poté assicurarle una vita con maggiori libertà. La piccola Lorraine studia alla High School of Performing Arts di Manhattan nel 1978 e riesce a ottenere un posto alla Juilliard, diventando così la compagna di corso di Megan Gallagher, Penny Johnson Jerald, Jack Kenny e Jack Stehlin, con i quali fonderà la compagnia teatrale Group 11.

In quel periodo, “esplode” anche al cinema nei Fuochi d’artificio di Pieraccioni. Nel 1999, la stoffa di questa “scorpioncina” cattura l’attenzione di Lina Wertmller che la vuole come co protagonista nella commedia storica Ferdinando e Carolina, al fianco di Sergio Assisi. Sul set, sboccia un sentimento profondo fra i due attori in ascesa.

Dopo il documentario su Arthur Penn, Searching for Arthur (1998), il regista dirige Perdere il filo (2000), documentario prodotto per la Rai, sull’arte della frode, il turismo e l’ego maschile in Toscana.Sommelier esperto, Nossiter ha redatto liste di vini per celebri ristoranti di New York, Parigi e Rio de Janeiro. Questa sua passione l’ha trasportata anche sullo schermo, scrivendo, dirigendo, montando e producendo il documentario Mondovino (2004), in lizza per la Palma d’Oro a Cannes e per il miglior film europeo ai César del 2005. Con questo lavoro, il regista compie un viaggio tra i viticoltori della Napa Valley californiana e quelli della Francia e dell’Italia, famosi nel mondo per la qualità dei loro prodotti, mettendo in luce il contrasto tra le cattive prassi dei grandi gruppi finanziari e coloro che difendono, con tenacia e fatica, le denominazioni di origine.

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