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Ha preferito prendere parte a film indipendenti come Ghost World di Terry Zwigoff, piuttosto che partecipare a teen movie che l’avrebbero resa presto celebre. La scalata al successo è stata comunque breve, nonostante i 24 anni ha all’attivo una lunga serie di film tra cui ricordiamo il recente Vicky Cristina Barcelona che l’ha consacrata come la nuova musa di Woody Allen, Match Point, L’altra donna del Re, Il diario di una tata, The Black Dahlia, e il meraviglioso Lost in Translation L’amore tradotto.Le doti di attrice di Scarlett Johansson rivelano molto più dei suoi 23 anni. Alcuni momenti della sua carriera la pongono di diritto in una ristretta cerchia, quella dei talenti che non falliranno l’appuntamento del futuro, coloro che rispetteranno in pieno le previsioni di gloria che la stampa internazionale racconta a più riprese di loro.

La vestaglia di luccicante seta rossa, qualche volta con risvolti neri, il sorriso a labbra serrate, poco più di una disgraziata serratura da decifrare, su un volto invece ampio e, con il passare degli anni, solcato da rughe molto espressive. Controverso come solo un’icona può essere, tra erotismo da superficie patinata, controcultura di stile, gonzo journalism, machismo da villa con piscina, sfruttatore e galantuomo, fallocrate e benefattore, Hugh Marston “Hef” Hefner sarà sepolto accanto alla tomba di Marilyn Monroe, al West Memorial Park di Los Angeles. Come fossero Adamo ed Eva e questa è l’America e noi europei non possiamo farci nulla, non capiremo mai abbastanza quell’ansia da autorappresentazione, così trasversale e omogenea.

Come i cineasti della sua generazione (Mizoguchi e Ozu, Gosho e Toyoda) fu, con una sfumatura di pessimismo in più e con uno stile lievemente discosto dall’aberranza dell’estetica giapponese, maestro dell’intimismo, pittore della vita di famiglia e gran ritrattista delle donne e del loro melodramma. Negli anni Cinquanta portò alla perfezione lo “shomin geki”, il dramma della gente comune, dominata dalla tragica accettazione della fatalità delle loro vite: interni urbani descritti con minuzia di particolari, popolati da una moltitudine di personaggi che compongono un microcosmo di caratteri, intimi drammi domestici ambientati in atmosfere pesanti, grigie e vagamente deprimenti, in cui N. Analizzò l’intima trama delle relazioni all’interno delle famiglie in crisi.

Ciò che guadagna, però non lo aiuta a sbarcare il lunario e finisce irrimediabilmente in mezzo a una strada. Diventato un senzatetto a Maui, ha come casa un furgone parcheggiato su una spiaggia. Fortunatamente, con qualche piccolo lavoro, riesce a procurarsi i soldi sufficienti per mangiare, bere e comprare marijuana.

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