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la donna di un pilota di Formula 1 nel primo film sulle corse d’auto, Grand Prix (1966) di John Frankenheimer. Dopo il western La notte dell’agguato (1969) di Robert Mulligan, con Gregory Peck e Robert Forster, è particolarmente apprezzata nei panni della moglie tradita dal tormentato artista pubblicitario incarnato da George Segal in Loving, gioco crudele (1970) di Irvin Kershner. In assenza di copioni interessanti, negli anni ’70 la Saint abbandona quasi totalmente la carriera cinematografica per dedicarsi alla televisione, come interprete di serie e film tv di successo, tra cui Alla conquista del west (1977), Taxi (1978), Un posto per l’inferno (1979), La maledizione di Tutankamen (1980), The Best Little Girl in the World (1981), Splendore nell’erba (1981), Giustizia sarà fatta (1984), Luce nel buio (1984) e Moonlighting (1986 1988), serie tv in cui la vediamo nei panni della madre di Cybill Shepherd, investigatore privato al fianco di Bruce Willis.

E’ una certezza, gli sceneggiatori italiani sono di un livello talmente basso che chiunque, anche un dilettante che abbia visto qualche films nella sua vita, farebbe sicuramente meglio. Anche qui i presupposti ci sono, Veronesi non è proprio uno scarso scarso e De Luigi secondo me è un talento comico mal sfruttato, ma il film è di una pochezza disarmante. Una tarantella di situazioni e personaggi buttati li a mazzo senza un filo logico e un minimo di profondità.

Se Cristiano Ronaldo fosse un programma, sarebbe uno show dei record. Il fuoriclasse portoghese ce l’ha fatta anche stavolta a mettere il suo nome nella storia del calcio. Con il rigore che si è procurato e ha trasformato contro la Spagna dopo solo quattro minuti è riuscito a segnare in quattro Mondiali di fila.

Tanto meglio: i suoi duetti con Angela Lansbury e Rex Smith in “My Eyes Are Fully Open” sono quanto di più divertente ci si possa immaginare e c’era da aspettarsi la sicura candidatura al Gloden Globe per questa performance.Nel 1983 entra con Glenn Close e William Hurt nel cast del film Il grande freddo che lo fa arrivare definitivamente al successo, ma soprattutto dà inizio a un prolungato sodalizio artistico fra lui e il regista del film, il giovane Lawrence Kasdan. Il film ha anche la fortuna di fargli incontrare la sua futura moglie, Phoebe Cates, che era stata audizionata per il ruolo di Chloe, poi andato a Meg Tilly. Con Kasdan lavora nella piacevole e simpatica farsa italo americana Ti amerò.

Mathur. 6. Kanchan. In As tears go by (1988) il regista comincia a costruire il suo percorso fatto di immagini nelle quali il desiderio si unisce alla nostalgia e dove mondi diversi hanno la possibilità di unirsi incontrarsi, attraverso una scrittura caratterizzata da instabili equilibri fra elementi eterogenei e da un continuo accavallarsi e rispecchiarsi di una serie di frammenti di base. Mentre lavorava ad un film diretto da Patrick Tam, The Final Victory (1987), il regista prende lo spunto per la scrittura del suo primo film leggendo un articolo di giornale che riportava la notizia di due adolescenti pagati dalle triadi per commettere un omicidio: nello sceneggiare As tears go by il regista ha ammesso di aver trovato in Mean streets di Martin Scorsese (1973) una fondamentale fonte di ispirazione, visto che secondo lui quella storia di personaggi comuni imprigionati in una situazione senza speranza, in una grande città, poteva essere rappresentata benissimo a New York come a Hong Kong. Il film ci presenta la vicenda di Ah Wah e del suo protetto Fly, una testa calda che non smette mai di creare problemi.

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