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La vita di Riccardo subisce però un radicale cambiamento quando viene contattato dalla maison Givenchy, che rischiava in quel momento di chiudere definitivamente i battenti, per nominarlo direttore creativo e sostituire lo stilista Julien MacDonald. Nel febbraio 2005, Tisci viene ufficialmente nominato direttore creativo di Givenchy e dopo quattro mesi dalla sua nomina debutta la sua prima collezione di alta moda per l’autunno 2005, nel suo stile romantico, sensuale e dark, ma mantenendo sempre il dna della maison francese. A differenza dei vari stilisti, che erano stati assunti da Givenchy prima di lui, Riccardo riscontra un grande successo sia critico che finanziario, attirando l’attenzione di molte celebrità e personaggi del fashion system come la direttrice di Vogue Paris, Carine Roitfeld e le cantanti Courtney Love e Bjrk.

Times, Sunday Times (2017)The airport doubled its passenger numbers to more than two million. Times, Sunday Times (2016)This is what airports around the world need to understand. The Sun (2011)It is reducing aircraft at the airport from five to three.

Il futuro pensato dai quattro designer sembra una dimensione immaginata da Philip K. Dick. In realtà, proprio come nei libri del geniale autore americano, il futuro è il presente alternativo che non (tutti) vediamo. Fare critica o prendere in maniera ironica ciò che ruota attorno a hollywood dovrebbe essere così facile quanto sparare sulla croce rossa. Registi schizzati, star del cinema fuori controllo, agenti psicotici e produttori alla deriva, in una giostra in cui nessuno si salva e nessuno è innocente, nemmeno i cani. Il problema di questo disastro diretto da Barry Levinson, è che arriva davvero fuori tempo massimo, per una riflession [.].

There are two vastly different worlds of garbage in New York City: day and night. By day, 7,200 uniformed municipal workers from the city’s Department of Sanitation go door to door, collecting the residential trash. Like postal workers, they tend to follow compact routes.

Il problema di Terapia di coppia per amanti, diretto da Alessio Maria Federici e sceneggiato dallo stesso Federici insieme a De Silva, è proprio nel crescendo di situazioni via via più implausibili, a fronte invece di dialoghi spesso divertenti e in qualche misura riconoscibili, per chiunque si sia trovato in uno dei ruoli rappresentati amante, amico, coniuge, genitore o figlio. Le linee narrative sono così tante e così affastellate, le relazioni così inutilmente complicate (invece che umanamente complesse), che il film diventa un’accozzaglia confusa e ripetitiva, con una soluzione catartica “buttata via” in due mezze scene senza dialogo, a riprova che la sceneggiatura non aveva una storia centrale forte da raccontare. Anche l’uso delle musiche è scomposto e ridondante: perché mettere in scena ripetutamente le performance dei Daiana Lou e di Alan Sorrenti, dato che non hanno peso nella storia? Viceversa il film perde l’occasione di mostrare l’importanza che ha la musica per Modesto e Ferdinando, relegandola a “rumore di fondo” invece che a mezzo espressivo per uomini dalla comunicazione impedita..

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