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Rientrata stabilmente in Italia, lavora con i migliori registi teatrali per i più importanti allestimenti di opere classiche e moderne: con Strehler in una commedia di Eduardo De Filippo (“La grande magia”), con Luigi Squarzina rilegge Pirandello (“La vita che ti diedi”) e per Mario Missiroli interpreta altri due capolavori contemporanei (“Il Vittoriale degli Italiani” di Tullio Kezich e “Lulù” di Frank Wedekind).Il cinema visto con sospettoDopo il battesimo eccellente con il maestro riminese, il primo concreto impegno cinematografico avviene nel 1990 con la grande produzione europea La puttana del re, avventura romantica in costume con protagonisti Timothy Dalton e Valeria Golino; un’esperienza non esaltante tuttavia, in seguito alla quale torna a dedicarsi quasi esclusivamente al palcoscenico, con qualche sporadica collaborazione per una produzione televisiva tedesca. Solo nel 1998, nel principio della moderna era della proliferazione della fiction televisiva, Caterina torna a recitare davanti ad una macchina da presa sia per il grande che per il piccolo schermo (Il macellaio con Alba Parietti; la prime due stagioni della soap Incantesimo); ma è interpretando una delle donne alle prese con le difficoltà della vita in Commesse che ottiene anche una grande stima da parte del pubblico della televisione. Di fiction dedicate all’universo femminile, prende parte anche a Il bello delle donne, oltre a diventare la coraggiosa moglie di Massimo Dapporto nella fiction poliziesca Il commissario.

Flavio Folco: Credo Napoli sia una città che nel corso degli anni ha sempre dimostrato di avere una marcia costante nel restare sempre al passo con i tempi. Soprattutto per quanto riguarda la night life, ha una storia molto lunga che comincia tanti anni fa, grazie a molte persone come dj e promoter che hanno sempre svolto un ottimo lavoro senza tralasciare mai la qualità e l’originalità. Credo che Napoli sia perfetta per Boiler Room ma soprattutto credo che lo sia questa line up, perché rappresenta tutta la scena musicale partenopea a partire dagli albori fino ai giorni nostri: parliamo di 20 anni e più di un movimento culturale unico! Possiamo esser orgogliosi di avere in una sola notte una così lunga storia da raccontare e non credo sia possibile in tutte le città..

Williams esordirà così nel telefilm “Laugh In” (1977), sarà la spalla di Andy Kayffman e Billy Crystal, scriverà i testi di Richard Pryor, ma sarà presente anche ne “La famiglia Bradford” e soprattutto il fortunato episodio che lo vede debuttare nel ruolo dell’alieno Mork in “Happy Days” (per la quale audizione si è presentato coi piedi in alto e in bilico sulla testa). Quell’alieno così strambo piacque così tanto che Joe Gluaberg, Dale McRaven e Garry Marshall crearono per lui la seria “Mork Mindy” (1978 1982) che gli fecero vincere il primo di tanti Golden Globe (come miglior attore in una serie comica). Anche cantante, realizzerà l’album “Reality.

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