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Complice il premio, dalle parole si è passati ai fatti e presto Alex sarà in vendita insieme ad altri due dispositivi robotici. Il primo è Trackhold, un supporto che si indossa sulla parte finale del braccio e ne traccia il movimento per sostenerlo in una determinata posizione. A differenza dell è passivo, non ha motori e riesce a sostenere il peso del braccio senza consumare energia.

E impareranno che il significato della vita. Chi se la sarebbe mai aspettata una commedia così ben strutturata, recitata, sceneggiata e diretta il cui scopo è quello di riflessione e di intrattenimento? Praticamente nessuno, ma nel 1991, il passaparola di questa adventure/comedy ha fruttato miliardi di spettatori nel mondo e un ovvio successo cinematografico. Il segreto della pellicola di Ron Underwood(regista del cult Tremors) sta tutto nei dialoghi e nelle ottime caratterizzazioni di Crystal e soci ma anche nel paesaggio e nella trama da western.

Il campione d’incassi in patria (con cifre spaventose) è anche un campione d’integrazione tra i più classici estremi. La Francia bianca e ricca che incontra quella di prima generazione e mezza (nati all’estero ma cresciuti in Francia), povera e piena di problemi. Utilizzando la cornice della classica parabola dell’alieno che, inserito in un ambiente fortemente regolamentato ne scuote le fondamenta per poi allontanarsene (con un misto di Mary Poppins e Il cavaliere della valle solitaria), i registi Olivier Nakache e Eric Toledano realizzano anche un film tra i più ottimisti sulle tensioni che attraversano la Francia moderna..

Agli antipodi del crudo realismo, invece, Teresa Villaverde racconta la crisi economica che sconvolge la vita di una famiglia portoghese in un film poetico e notturno di rara bellezza. Selezionato alla Berlinale, Colo conduce all’interno di un appartamento di lusso, ultimo riflesso di un’epoca tramontata. Il padre disoccupato trascorre le giornate sul tetto del palazzo a contemplare l’orizzonte, la madre torna a casa stravolta dai piccoli lavori che è costretta a rimediare.

Che decisione prenderanno i nostri due eroi?Caustico nell’idea (la critica all’implasticata tradizione figlia dei Bush), e diluito nella realizzazione, Fuga dal Natale si perde dopo il primo quarto d’ora in una commedia banale che ha solo pochi momenti di scintillio. La delusione (per gli uomini) è poi accentuata dalle curve distrutte della Curtis, che nemmeno lontanamente ricordano il fascino di True lies.Ma questa è un’altra storia.Un paio d’anni fa, a Natale, uscì un furbo romanzo di John Grisham, che diventò un bestseller sfruttando l’insofferenza per le festività. Niente di trasgressivo, beninteso: e lo conferma con piena evidenza la versione cinematografica di Joe Roth, che simula appena uno sprazzo di follia ma poi si risolve in un diluvio di luoghi comuni e buoni sentimenti da supermercato.Dopo un’infinità di Natali officiati nel rispetto delle tradizioni (albero, ricevimento, lampadine colorate, pupazzo di Frosty issato sul tetto), Luther e Nora Krank si ritrovano senza l’adorata figlia Blair, volontaria in Perù, e decidono di andarsene in vacanza ai Caraibi.Joe Roth è un produttore potente ma un regista debole.

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